una
meraviglia
chiamata
prosecco

Valdobbiadene:dove il Prosecco è Superiore

Il territorio dei 15 Comuni compresi tra Conegliano e Valdobbiadene, a nord della provincia di Treviso, a 50 km da Venezia e dalle Dolomiti Orientali, è un paesaggio collinare di seducente bellezza in cui l’alternarsi di dolci declivi e ripidi pendii scandisce la fitta trama di filari, di case di campagna, di borghi antichi e di inestimabili bellezze artistiche che dominano e caratterizzano questa zona dell’alta Marca Trevigiana, da secoli vocata alla grande tradizione vitivinicola e oggi candidata a divenire patrimonio mondiale dell’umanità tutelato dall’Unesco.

La particolarità del clima, la composizione e la pendenza dei terreni, le forme e le storie dei suoi colli hanno dato vita e personalità ad un vino, il Prosecco, che l’opera, la capacità imprenditoriale ed il sapere tecnico dell’uomo hanno portato qui alla sua più elevata valorizzazione.
È su queste colline dove il glera, il vitigno base del Prosecco, prospera ed assume le tante sfumature e le più ricche espressioni determinate dalle molteplici varianti dei suoli, delle inclinazioni, delle esposizioni e dei microclimi della zona.

Il Prosecco Conegliano Valdobbiadene Docg è quasi sempre ottenuto con il metodo di spumantizzazione Italiano, rielaborato dalla Scuola Enologica di Conegliano ed oggi chiamato Metodo Conegliano Valdobbiadene: la rifermentazione del vino in autoclavi consente di far esprimere al meglio gli aromi dell’uva, di produrre un prosecco caratteristicamente fruttato e floreale e di acquistare le famose bollicine.

È grazie alla Scuola Enologica di Conegliano, attiva dal 1876 e dalla quale si è sviluppata la prima Stazione Sperimentale di Viticoltura ed Enologia nel 1923, che i produttori di Prosecco Conegliano Valdobbiadene sono riusciti ad interpretare e a racchiudere tutti i profumi della terra in un vino la cui eleganza, freschezza e vitalità hanno reso celebre e ricercato in tutto il mondo.

Il Prosecco Doc Treviso

La denominazione d’origine controllata “Prosecco”, ottenuta nel 2009, è riservata ai vini che rispondono alle condizioni e ai requisiti definiti nel relativo disciplinare di produzione, a tutela di specifiche caratteristiche di qualità derivanti dall’unicità di un territorio storicamente vocato al Prosecco.

Le uve destinate alla produzione del Prosecco Doc, declinabile nelle tipologie “spumante”, “frizzante” e “tranquillo”, sono quelle prodotte nella zona che comprende cinque province del Veneto (Treviso, Venezia, Vicenza, Padova, Belluno) e quattro del Friuli (Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine), nell’area Nord orientale dell’Italia.

Il clima temperato della zona, determinato dalla protezione naturale delle Alpi a nord e dall’azione del Mare Adriatico a sud con i caldi venti di scirocco e le preziose piogge estive; le forti escursioni termiche tra giorno e notte ed i venti secchi di bora di fine estate da est; la tessitura argillosa-limosa dei suoli alluvionali, con la ricca dotazione di minerali e microelementi ed il buon drenaggio dei terreni, creano l’ambiente ideale alla coltivazione delle varietà idonee alla produzione di Prosecco.

Il vitigno base è il Glera, antico vitigno autoctono a bacca bianca già noto in epoca romana, dai grappoli grandi e lunghi e dagli acini giallo-dorati, originario delle colline carsiche e più precisamente della località Prosecco. Da qui la coltivazione del Glera si è sviluppata nella fascia collinare veneto friulana, ed in particolare sui dolci declivi delle colline trevigiane, ove il Prosecco ha trovato il suo terroir d’eccellenza, per estendersi più tardi fino ai territori pianeggianti nella provincia di Treviso e poi nelle altre province del Veneto e del Friuli Venezia Giulia. Le menzioni speciali “Treviso” e “Trieste”, possibili quando la raccolta dell’uva, l’elaborazione e l’imbottigliamento del vino avvengono all’interno delle due province, evidenziano l’importanza e le peculiarità dei due territori nella storia di questo straordinario ed inimitabile vino.