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Il Raboso Piave, origini e storia di un vitigno.

Il Raboso Piave è un vitigno autoctono, orgoglio del Veneto orientale.
Questo vitigno trova le sue origini addirittura in epoca preromana e la prima testimonianza nota è probabilmente riconducibile alla “Naturalis Historia” di Plinio il Vecchio, nella quale lo scrittore romano narra di un vino “più nero della pece” prodotto nell’area a Nord-Est della nostra penisola. 
Successivamente il Raboso Piave divenne oggetto di diffusione ed esportazione da parte della Repubblica della Serenissima di Venezia nonché da parte di Marco Polo, che frequentemente recava questo vino con sé nei suoi viaggi verso oriente.
Contraddistinto dalla robustezza e dal carattere selvaggio, il Raboso Piave è il vino per eccellenza delle terre del Piave, la cui produzione si distribuisce principalmente tra le zone di Conegliano, Oderzo, San Polo di Piave e Motta di Livenza.

L'appassimento del Raboso Piave

La pratica di appassimento delle uve Raboso Piave, seppur antichissima, è stata solo recentemente sfruttata da diversi viticoltori veneti al fine di ottenere un vino con più concentrazione di aromi e maggiore complessità.
Durante la fase di appassimento le uve riposano adagiate su graticci di rovere francese, in un ambiente con temperatura ed umidità controllate.
Si riesce così ad ottenere una considerevole perdita di acqua con conseguente sprigionamento di nuovi aromi da parte dell’acino.